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Fratte Rosa è arroccata sulla cima di un colle sullo spartiacque
delle vallate del Cesano e del Metauro. Per spiegare le sue origini
si formulano due ipotesi. Fratte, anticamente Castrum Fractarum,
sarebbe sorta in seguito alla distruzione della città di Suasa da
parte dei Visigoti verso il 450 d.C..
L'origine della città sembra dovuta a dei superstiti, scampati
alla devastazione, i quali fuggirono sulle colline circostanti.
Nella zona sono state ritrovate delle testimonianze archeologiche
che risalgono al periodo romano: pavimentazioni a "spina di pesce";
una lapide sepolcrale; tracce di una strada romana che attraverso
le colline portava a Suasa. Addirittura un'antica sorgente d'acqua
qui porta il nome di Fonte Romana. Altri documenti attestano l'origine
del paese nell'alto Medio Evo. Si deve pensare inizialmente alla
presenza di piccole comunità che conobbero una prima vera aggregazione
solo con la costruzione del Convento di Santa Vittoria per mano
dei monaci Ravennati che governarono sul territorio. Il castello
di Fratte sembra si sia sviluppato all'inizio dell'XI secolo. Attorno
alla Pieve, attirati dalla prospettiva di una certa sicurezza garantita
dai monaci, la gente costruì un primo villaggio, probabilmente sulla
collina dove era possibile edificare una fortificazione.
Tra l'XI e il XIII secolo Fratte visse il più importante momento
politico della sua storia. Fu la capitale di un vero e proprio staterello,
la Ravignana che comprendeva diversi castelli: San Vito, Isola Gualtresca,
Torre Ravignana, Montevecchio, Monterolo, e dipendeva direttamente
dai monaci classensi di Ravenna, i quali avevano il potere anche
sulle autorità civili e a loro stessi erano pagati affitti, tasse
o altri vincoli a cui la popolazione era tenuta. Solo molto lentamente
avvenne una progressiva concessione di diritti alla comunità. Il
distacco dal potere classense fu via via sempre maggiore e irreversibile
fino al tentativo di esentare il dominio monacale.
Anche per la sua posizione strategica, nonché di confine, Fratte
subì le vicissitudini che portarono questi piccoli centri al servizio
di questo o di quel signore. Malatesta, Montefeltro, Della Rovere
sono i nomi più ricorrenti nella storia del paese di quel periodo
fino al passaggio nel territorio pontificio.
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Emergenze storico culturali
CENTRO STORICO
· Cinta muraria: (sec. XIII - XIV) Racchiude completamente il centro
storico. Ha subito ripetuti interventi. Molto buono il suo stato di
conservazione. Offre un ampio panorama sull'Appennino e sul mare.
Nel lato occidentale vi è la più antica porta d'accesso al castello.
Un tempo era sovrastata dalla chiesa di S. Michele Arcangelo (tuttora
patrono del paese).
· Pozzo Malatestiano: (sec. XIV) Elemento comune ai centri storici
medioevali, è collocato nel punto più alto dell'abitato (sottoportico
nell'antico palazzo comunale).
· Chiesa di S. Giorgio: (sec. XIX) - Attuale sede parrocchiale - Conserva
le opere di epoche precedenti già collocate nella chiesa di S. Michele.
S. MARIA IN CASTAGNETO (sec. XVIII) Situata nei pressi del centro
storico è stata riedificata (1713) sui resti di una antica pieve medievale.
Ospita opere interessanti di artisti locali.
CONVENTO SANTA VITTORIA (sec. XIII) L'impianto originario risale ai
primi decenni del 1200. Ha subito due profondi interventi di restauro
che ne hanno lasciata invariata la struttura. Il primo nella seconda
metà del '700, a seguito di un incendio, ed il secondo negli ultimi
anni, a seguito dei danni subiti nel secondo conflitto mondiale. Vi
hanno soggiornato anche S. Biuseppe da Copertino e S. Carlo Borromeo.
Lasciato dai frati dopo la statalizzazione dei beni religiosi di fine
'800 ha visto disperdersi un patrimonio antico molto interessante.
Rimangono soltanto una pala di Gianbattista Ragazzini raffigurante
una "deposizione" (sec. XVI) (in corso di restauro) e una tela del
pergolese Pietro Antonio Ugolini raffigurante la "Divina Pastora"
(1773). Attualmente ospita il museo demoetnoantropologico delle terrecotte
ed un laboratorio di ricerca e sperimentazione sempre delle terrecotte.
TORRE SAN MARCO · Cinta muraria: di origine basso medioevale, in parte
ristrutturata, ospita il nucleo abitativo storico. Il sottosuolo ha
una serie di gallerie e grotte ancora non del tutto esplorate. · Chiesa
di San Marco: (sec. XVIII) - Sede parrocchiale - ospita un interessante
organo attribuito a Sebastiano Vici da Montecarotto, cecolo XVIII.
NEL TERRITORIO: Un patrimonio notevole, anche se non sempre adeguatamente
apprezzato, è dato dalle case coloniche disseminate nel territorio.
Gli edifici di maggior interesse edilizio sono stati soggetti ad una
tutela integrale. |