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Pergola sorge a 265 m. s.l.m. sull'altopiano che sovrasta la confluenza
del torrente Cinisco nel fiume Cesano, non lontano dalle pendici
del massiccio montuoso del Catria (1702 m.), il più alto della provincia
di Pesaro e Urbino.
Nelle zone limitrofe alla cittadina cesanense, sono stati rinvenuti
reperti archeologici che testimoniano l'insediamento di antichi
popoli quali gli Umbri, gli Etruschi, i Galli Senoni. Il territorio
fu dominazione romana al centro di importanti Municipi come Sentinum,
Suasa, Forum Sempronii, collegati alla capitale dell'impero da importanti
strade.
Nei pressi di una di esse, la via Flaminia, sono stati infatti
rinvenuti i preziosi Bronzi
Dorati di Pergola (I sec. d.C.) nella frazione Cartoceto,
in località S. Lucia di Calamello, il 26 giugno 1946. Si ebbe poi
la dominazione dei Barbari (Franchi) e in seguito il dominio della
Chiesa. Quindi l'annessione, nel 1155, al Comune di Gubbio.
Pergola fu quindi fondata nel 1234 dagli Eugubini con l'aiuto degli
abitanti dei castelli vicini al luogo designato. Il 15 marzo 1234,
nella chiesa di Santa Maria in Serralta, Ugolino da Grifoleto e
Marsilione di Corrado, iscritti alla nobiltà di Gubbio, donarono
ai Sindaci di Serralta e di Monte Episcopale alcuni terreni affinché
provvedessero all'edificazione del nuovo centro di "Castrum Collis
Pergulae", ampliando e fortificando l'esistente "Forum Cinischi"
nei pressi della Chiesa di Santa Maria di Ponte Cinisco, utilizzato
periodicamente per scambi di merci e bestiame. Il 25 giugno 1234
furono stipulati ufficialmente i patti tra Gubbio e Serralta per
dare il via ai lavori per la costruzione di Pergola, ma nel corso
dello stesso anno Cagli organizzò una Lega che ostacolasse il progetto,
alla quale aderirono Perugia, Pesaro, Urbino, Fano, Ancona e Jesi.
Con Gubbio si allearono Assisi, Città di Castello e Arcevia. La
diatriba fu risolta da papa Gregorio IX che, con bolla del 10 febbraio
1235, sciolse la Lega e consentì la prosecuzione dei lavori.
Nel 1385 Pergola, già libero Comune dal 1326, entrò a far parte
della Signoria di Pandolfo Malatesta fino al 1429 quando, con la
morte di Carlo Malatesta, passò sotto la Marca. Fino al 1459 Pergola
attraversò un periodo travagliato da lotte di supremazia fra le
varie dinastie dei Visconti di Milano, dei Medici di Firenze, degli
Sforza, dei Malatesta, dei Montefeltro con l'intervento della Repubblica
di Venezia e della Santa Sede. Con la sconfitta di Sigismondo Malatesta
la città fu annessa al Ducato di Urbino retto da Federico da Montefeltro.
Il 21 giugno 1502, il duca Valentino, figlio di papa Alessandro
Borgia, prese Urbino. Guidubaldo da Montefeltro scappò trovando
rifugio nel forte di San Leo, nel frattempo tutto il ducato era
in rivolta contro l'usurpatore, ma il duca ritornò a palazzo alla
fine dell'estate.
Il Valentino, nella Rocca di Pergola, compì un atto di efferata
violenza, strangolò Giulio Cesare da Varano, Signore di Camerino,
e tre dei suoi quattro figli. La leggenda vuole che ancora oggi,
se ci si aggira di notte per le cantine e i sotterranei del centro
storico, si sentano i rantoli e i lamenti dei poveri sventurati.
Nel 1508, con la morte di Guidubaldo, ebbe fine la dinastia dei
Montefeltro, il quale, non avendo eredi diretti, lasciò il Ducato
al nipote Francesco Maria I Della Rovere, duca di Senigallia, figlio
della sorella.
Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, il Ducato
di Urbino passò allo Stato Pontificio fino al 1860, quando fu annesso
al Regno d'Italia. Sotto il Papato, Pergola, su invito del Legato
Pontificio nella Marca, cardinale Giovanni Francesco Stoppani e
per interessamento del cardinale Nicola Antonelli, ebbe il conferimento
del titolo di "Città" il 18 maggio 1752 su decreto di papa Benedetto
XIV.
Sempre per la solerzia di un altro influente cardinale pergolese,
Leonardo Antonelli, papa Pio VI istituì nella città una zecca di
monete chiamate "Sampietrini" e "Madonnine", attiva fra il 1796
e il 1799.
Un altro papa che si interessò di Pergola fu il camaldolese Gregorio
XVI, che finanziò nel 1841 i lavori per costruire la facciata del
Duomo distrutta dal terremoto del 1682.
Pergola fu la prima città delle Marche ad insorgere contro il potere
temporale dei papi l'8 settembre 1860, per questo gesto fu insignita
di medaglia d'oro al valore risorgimentale.
La città ha inoltre dato un elevato tributo di uomini e forze nei
due eventi bellici mondiali del nostro secolo.
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