|
|
 |
Catria
e Cesano, Ducato di Urbino e Stato Pontificio, Montefeltro, Della
Rovere e Malatesta; natura, storia, arte e cultura: elementi suggestivi
di " una terra da scoprire", l'Alta Val
Cesano nella provincia di Pesaro e Urbino "…surgon sassi,…
e fanno un Gibbo che si chiama Catria…"
(Divina Commedia , Paradiso XXI), territorio di dantesca memoria,
costellato di borghi medievali; Fratte Rosa, Frontone, Pergola, San
Lorenzo in Campo, Serra Sant'Abbondio. Montagna impervia e incontaminata,
solcata da sentieri e strade polverose che giungono a rifugi immersi
in verdi pascoli:
Valpiana, Infilatoio, Balza delle Aquile, Sorgenti del Cesano, alcuni
dei luoghi dove avventurarsi per raggiungere un simbiotico rapporto
con la natura circostante. Dall'epoca romana ai nostri giorni, gloriosa
è stata la storia di questa terra, vestigia preziose, uniche, che
ci rimandano ad un passato lontano. I misteriosi Bronzi
Dorati di Pergola (I sec. a.C.), unico gruppo in bronzo dorato
di epoca romana, che si può ammirare nell'omonimo museo ricavato nell'antico
convento di San Giacomo a Pergola; i reperti archeologici del territorio
di Suasa,
dalla preistoria alla tarda età romana, nel Museo Civico di San Lorenzo
in Campo allestito nel Palazzo Della Rovere.
Il Monastero
di Fonte Avellana (Serra Sant'Abbondio), millenario eremo,
legato a San Romualdo, San Pier Damiano, Guido D'Arezzo e custode
dello " Scriptorium", unico nel suo genere, officina libraria dei
monaci amanuensi. Questo l'inizio di un itinerario mistico che si
snoda attraverso la Chiesa della Madonna dell'Acquanera (Frontone),
il Santuario della Madonna del Sasso (Pergola), l'Abbazia benedettina
di San Lorenzo (IX sec.), gioiello di architettura romanico-gotica
(San Lorenzo in Campo), il Convento di Santa Vittoria che la tradizione
vuole fondato da San Francesco d'Assisi
nel 1216 (Fratte Rosa). Una rocca si staglia sul
massiccio montuoso del Catria, è il castello di Frontone (XI sec.),
passato dai Conti Gabrielli di Gubbio ai Duchi di Urbino e divenuto
contea del nobile modenese Giovanni della Porta. " L'Oro di Pergola",
dal reliquiario gotico di San Secondo, raro esempio di oreficeria
dell'Alta Marca, al trionfo del barocco negli stucchi delle chiese
dei Re Magi e di Santa Maria delle Tinte, agli arredi sacri in legno
dorato del Duomo e delle chiese di San Francesco, di Sant'Andrea,
di San Giacomo, di San Marco. Arti antiche, di cui si è persa la memoria,
rivivono, nelle mani dei vasai di Fratte Rosa che nelle tipiche botteghe,
plasmano raffinate terrecotte e nell'abilità dei falegnami restauratori
dei laboratori del legno di Pergola. L'Alta Valle del Cesano, un territorio….
tutto da vivere. |
| |
|
|